lunedì 17 marzo 2014

Brigata Mameli, battaglione Mazzucco-Zero Branco e battaglione di Quinto: le tre formazioni di partigiani presenti sulla Noalese nei giorni dell’insurrezione

 (Resistenza a Zero Branco - resistenza a Quinto di Treviso)
La brigata Mameli, quella dei nove partigiani uccisi al Gambero, apparteneva al Gruppo Brigate di Giustizia e Libertà (1), a direzione azionista ma agiva all'interno di un’area controllata dalla brigata Negrin a direzione comunista. Malgrado la diversa matrice ideologica dei comandi, non ci furono tuttavia - almeno in quest’area - particolari contrasti fra le due componenti della resistenza trevigiana.
Venticinque Aprile, Resistenza veneta, liberazione di Treviso, 1945 - Partigiani di pianura, provincia di Treviso
Dislocazione della brigata garibaldina Negrin
a sud del capoluogo e della strada Callalta.
Ad ovest - e all'interno del settore operativo della Negrin -
operava anche la brigata Mameli di Giustizia e Libertà.

(Aistresco, b 7, fasc Divisione Sabatucci, sf Brigata Negrin)

Oltre ai partigiani della brigata Mameli, sulla direttrice della Noalese in provincia di Treviso, operavano due battaglioni garibaldini della brigata Negrin, dalla forza di 180 uomini a Zero Branco e di ben 280 a Quinto.
È chiaro che questi numeri si riferiscono al complesso di partigiani e di “patrioti”, cioè di quei volontari che si unirono ai partigiani negli ultimi giorni e che generalmente erano privi di armi. 

Le forze a disposizione dei quattro battaglioni
della brigata garibaldina Negrin durante l'insurrezione (28-29-30 aprile 1945).
Le cifre sono un po' a spanna e si riferiscono comunque a partigiani effettivi
più il folto gruppo di volontari accorsi a dar loro man forte nelle giornate insurrezionali. 

(Aistresco, b 7, fasc Divisione Sabatucci, sf Brigata Negrin)
Resistenza a Treviso- Partigiani - Guerra di Liberazione 1943-45
Un elenco che meglio rappresenta l’effettiva forza degli elementi inquadrati nelle file partigiane durante il periodo pre-insurrezionale c’informa che in realtà il battaglione di Quinto era composto di 45 uomini. Significativo che fra di essi ci fosse anche Agostino Dal Bianco, della solida famiglia contadina dei Marangon, il quale nei primi anni '50 farà parte - come assessore democristiano - della seconda giunta eletta del comune di Quinto, mentre era assente nell'amministrazione del CLN che resse il comune subito dopo la liberazione (2).  Segno che il termine di “comunisti” attribuito agli aderenti ai battaglioni garibaldini va usato, almeno nella pianura trevigiana, con tutte le riserve del caso. Come pure è significativo che il battaglione “comunista” dei partigiani di Zero Branco prenda il nome del paesano Luigi Mazzucco che combatteva con Giustizia e Libertà. A dimostrazione anche in questo caso che la realtà dei paesi era molto più fluida di quanto le carte ufficiali lascino trasparire. 

Quali furono le principali azioni e il comportamento dei tre gruppi?

Gruppo di Zero (Battaglione Mazzucco) - Oltremodo prudente la sua attività, forse perché provato il 25 aprile da un combattimento di due ore sostenuto con “cattivo armamento” e “scarsezza di munizioni” contro 150 SS provviste di due autoblindo che li aveva accerchiati in Villa Rigamonti e in seguito al quale il gruppo di partigiani si era “prontamente ritirato” nella zona fra Zero Branco a Quinto. Il 28 aprile il comandante del Mazzucco ricevette l’ordine dal comando di brigata di non attaccare i tedeschi, essendoci ancora in transito forti gruppi di SS. Diligentemente il comandante riporta: “mi sono attenuto a tale ordine assalendo piccoli gruppi isolati soprattutto per cattura armi e materiale”.
Consuntivo: sequestro di 20 cavalli con relativo carreggio, un autocarro, una motocicletta, diverse armi e buon munizionamento. Nessun prigioniero.
Questo l’organigramma ufficiale del battaglione:
- comandante Cesare Mastroiorio
- vicecomandante Secondo Rubinato
- commissario di guerra Romeo Pesce
- vice commissario di guerra Giovanni Baldovin
- capo di stato maggiore Ottorino Tosatto (3).
Non si trova invece il nome di Domenico [Italo] Gardin (nome di battaglia Riccardo, presente al cruento attacco partigiano alla caserma del 29° Deposito Misto Provinciale d'Istrana il 12 aprile 1945), che pure - sia dalle testimonianze orali (4) sia dalle carte d'archivio consultate da Gianpier Nicoletti (5) - risultava essere al vertice dei partigiani di Zero. Probabilmente l’assenza è dovuta al fatto che Gardin ricopriva anche un più importante incarico in seno alla brigata: dal 1 settembre 1944 alla fine della guerra risulta infatti capo di stato maggiore della Negrin, e come tale viene ricordato nei documenti conservati all'Istresco (6)

Relazione dell'attività dei partigiani
del battaglione Mazzucco (brigata Negrin) dal 24 al 30 aprile 1945.

(Aistresco, b 7, fasc Divisione Sabatucci, sf Brigata Negrin)
Resistenza a Zero Branco 
Battaglione di Quinto - La sua attività, almeno nella relazione (priva di data) del locale CLN, appare piuttosto vivace.
Anzitutto provvide a sorvegliare la posa di mine, da parte dei tedeschi, ai due ponti sul Sile della Noalese e nel campo d’aviazione.
28 aprile. Al mattino: posto di blocco sulla statale con sequestro di un veicolo trasporto truppe blindato 665 Fiat appartenente a soldati dell’ormai disciolto “Esercito cosidetto Repubblicano”, che si costituirono al CLN.
Al pomeriggio: scontro davanti a Villa Giordani con una colonna autotrasportata tedesca; nell'azione fu ferito Giovanni Battista Francescato. Nel frattempo un altro gruppo rimuoveva e portava in luogo sicuro le 14 mine poste dai tedeschi ai due ponti sul Sile.
Proseguiva anche la sorveglianza dell’aeroporto di Canizzano dove - in collegamento con “cellule di Patriotti” al suo interno e “nonostante ripetuti attacchi” - si riuscì a “far trovare agli ALLEATI il Campo quasi intatto”.
Notte fra il 29 e il 30 aprile: disarmo e cattura di un consistente gruppo di tedeschi nella strada fra Santa Cristina e Morgano (131 uomini, altrettanti cavalli, venti carri, 4 auto, un cannoncino, ecc.).

Autoblindo catturata ai tedeschi ferma nel centro di
Quinto di Treviso. Il ragazzo sulla torretta è Antonio Righetto.
(Da Giuseppe Iovino, Le nostre radici - g.c.) 
A questo punto - con un precoce oblio che sembra quasi voler anticipare il fenomeno di rimozione e negazione della Resistenza, cui spesso si assisterà negli anni successivi - la relazione del CLN di Quinto sbaglia le date di eventi che non potevano certo essere passati inosservati e che erano avvenuti solo poco tempo prima.
Viene infatti riportata la data del 30 aprile - giorno in cui erano ormai gli alleati a transitare per la strada maestra e per il centro del paese (7) -  come quella in cui si accantonarono a Quinto forti reparti di tedeschi “rendendo l’opera dei patriotti più difficile anche per il pericolo di feroci rappresaglie.” 
Alla stessa data sono inoltre riferiti gli scontri a fuoco avvenuti dapprima davanti a villa Giordani (con il ferimento di Luigi Pancaldi, partigiano con funzioni di collegamento) e poi al Gambero. In quest’ultima azione si ricorda come sia stato ferito Vittorio Scattolin e sia stato ucciso Emilio Schreiber, del quale si rivendica l’appartenenza al battaglione di Quinto, in contrasto con quanto riferito da altra fonte (8).


Relazione del CLN di Quinto di Treviso sulle
"Azioni svolte dal Gruppo Patriotti del Comune [...] 

nei giorni 28-29-30 Aprile 1945,
prima dell'ingresso delle Truppe Alleate".

(Aistresco, b 7, fasc Divisione Sabatucci, sf Brigata Negrin) 
- Resistenza a Quinto di Treviso -

Brigata Mameli - La relazione del comandante Raffaello Rapisardi descrive in un crescendo drammatico la fatale azione dei suoi uomini, domenica 29 aprile al Gambero.

Leggi la relazione Rapisardi
oppure vai al 
Fatto d'arme di Quinto


NOTE
(1) Oltre alla Brigata Mameli poi Bortolato, le altre formazioni che componevano il Gruppo Brigate Giustizia e Libertà di Treviso erano: Brigata Pietro Gobbato (alta pianura trevigiana fra Ponzano e il Montello), Battaglione Bruno Chiarello (area ovest Feltrina, alta pianura trevigiana, da non confondere con il btg. autonomo garibaldino Rino e Bruno Chiarello), Brigata Fratelli d’ItaliaBrigata Luciano Rigo (zona Maserada - Spresiano), Battaglione Rapisardi (zona Roncade - San Michele del Quarto). (Aistresco, fondo Caporizzi, b 8 - vari sottofascicoli in fasc. Gruppo Brigate Giustizia e Libertà).
(2) Archivio Storico Comune di Quinto, Registro delle deliberazioni originali del Podestà dal 13 febbraio 1943/XXI - (Dal 7 giugno 1945 contiene le Deliberazioni della Giunta Municipale fino a tutto il 1954).
(3) Aistresco, fondo Caporizzi, b 7, fasc. Divisione Sabatucci, sf. Brigata Negrin.
Da notare come Ottorino Tosatto, di Eugenio, nato a S. Alberto il 12 agosto 1921, fosse stato un fedelissimo di Vladimiro Paoli, presente con il diciottenne partigiano comunista nella sfortuna azione sul ponte dell'Ostiglia sulla "Valsugana" il 9 settembre 1944, nella quale Paoli rimase sul terreno per "fuoco amico".
(4) Testimonianza di Aldo Mazzucco, 1956, che riferisce quanto sempre sentito raccontare in famiglia: “Il comandante di questi partigiani sappiamo per certo chi era; era Italo Gardin” - Registrazione del 30 dicembre 2013, File 13123004  al minuto 18'02''.
(5) Gianpier Nicoletti, “Tra ‘800 e ‘900: trasformazioni e permanenze”, in Storia di terra e di acque, Comune di Zero Branco - Canova, 2004, p. 292.
(6) Aistresco, fondo Caporizzi, b 7, fasc. Divisione Sabatucci, sf. Brigata Negrin.
(7) Anche se una sacca di resistenza viene segnalata il 30 aprile in via Zecchina dove «Silvio Pesce che “si trovava sul posto di combattimento” assieme al proprio caposquadra Enrico Giuriati, veniva ferito alla coscia dalle schegge». Gianpier Nicoletti, “Tra ‘800 e ‘900: trasformazioni e permanenze”, in Storia di terra e di acque, Comune di Zero Branco - Canova, 2004, p. 291. Enrico Giuriati era caposquadra della Mameli. In altro documento risulta che Giuriati è stato sì ferito all'arto superiore destro ma il 29 aprile 1945. (Elenco delle perdite subite dalle Brigate GL - Aistresco, Caporizzi, b 8, fasc. Gruppo Brigate GL (data: 29 agosto 1945) e sf. Brigata Bortolato per l’elenco dei componenti della Mameli). 
(8) Elio Fregonese (a c.), I caduti trevigiani …, considera Emilio Schreiber un caduto della Mameli.


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